Polpo, m’hai provocato…

polipo.jpgIl polpo (Octopus vulgaris) è un mollusco cefalopode che si distingue chiaramente dai suoi simili calamaro e seppia perché dotato di otto tentacoli invece di dieci.

Ma, il polpo, è anche oggetto di dedizione e culto se visto in chiave gastronomica su Bari e provincia, in particolar modo a Mola di Bari.

La Sagra del Polpo di Mola di Bari, poi, è un vero e proprio must.

Armati di birra da tre quarti (un giorno, il mistero della birra da 3/4, sarà oggetto di un post dedicato), ed aprendo a pié mani una rosetta, pronti ad accogliere il prezioso frutto del mare, i baresi fanno la fila pur di godersi questa meraviglia di Nettuno.

Mola ne ha fatto un simbolo, un’icona, la scusa ghiotta (da mangiare), per una delle più grandi feste gastronomiche della Puglia sotto il cielo agostino.

Ogni anno, decine di stelle tempestano la costa di Mola, rifrangendosi sul palco e trasformandosi in musica. Questa, sarà la volta di Anna Tatangelo, Valerio Scanu, Noemi, Selma Hernandez, Sugarfree, Massimo di Cataldo, Francesco Marzio, Simone Perrone e tantissimi altri. Gli spettacoli saranno curati, come la volta scorsa, dall’ emittente radiofonica “Ciccio Riccio”, che con i suoi dj, animatori e soprattutto con suoi ospiti, renderà indimenticabile questa nuova edizione della Sagra.

Anche loro rapiti dai profumi della tentacolare bestia, affascinante in tutte le sue declinazioni culinarie.

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Mola, con l’evento, in successione del tempo sempre più memorabile, ama aprirsi anche al turismo, mettendo in rilievo sul sito dedicato www.sagradelpolpo.it, le strutture ricettive, i ristoratori e le dinamiche stradali per arrivare puntuali e numerosi all’appuntamento.

Tra folklore e piacere del palato, tra un bicchiere di vino ed esibizioni pittoresche di mastri bracieri come Vulcano a destreggiarsi con ferro&fuoco, facciamo la festa al polpo in quel di Mola, riconfermando il centro marittimo nel Sud di Bari, come fulcro dell’attrazione e del divertimento, nel sacro nome della tradizione.

Tutto in onore dell’Octopus vulgaris che, si vede, tanto vulgaris non deve essere. Infatti, scartabellando tra i libri di bromatologia alimentare del mio papà, scopro che non solo è gustoso ma, anche, indicato per diete ipocaloriche ed iposodiche. Salvaguardando quindi la linea delle più meticolose fashion victims.

Il polpo. Buono, buono, buono.

In ogni senso.

 

Dove l’Oriente incontra l’Europa

enec.jpgIn più occasioni, nel corso di varie esperienze, ho avuto la fortuna di imbattermi in quella meravigliosa persona che è Michele Loconsole. Il Prof. Loconsole che, ormai, dopo tanti anni ( era l’epoca de “La Regola“, sul Canale Marcopolo di Sky), per me è semplicemente Michele.

Un vero amico, un grande studioso, uno dei docenti più amati dai ragazzi, ricercatore insuperabile. Il caso e la sorte hanno voluto ci si vedesse a Roma, per la prima volta.La Capitale mi permise di fare la sua conoscenza, il Capoluogo pugliese, poi, fece il resto.

Ricevo con gioia una mail di Michele, un paio di giorni fa, che mi comunica la sua nuova e prestigiosa carica, in qualità di presidente  dell’ENEC (Europe-Near East Centre).

Al di là della ridondanza e del lato puramente formale, dopo un numero spropositato di anni al servizio di splendide iniziative e conferenze, dibattiti e libri memorabili, non solo sono felice per lui ma, soprattutto, per il futuro dell’ENEC che vedrà, con questa elezione, un Presidente vivace, presente, propositivo e positivo. Ma, cos’è l’Enec?

L’EUROPE – NEAR EAST CENTRE (ENEC) è una associazione internazionale per conoscere, incontrare e sostenere il Vicino Oriente: popoli e nazioni, culture e religioni che ancora oggi interagiscono con la civiltà europea, in particolare con l’Italia, tramite storico sin dall’antichità di ogni itinerario da e per il Vicino Oriente. Particolarmente attento alle comunità cristiane, minoritarie in un’area caratterizzata dal fenomeno dell’emigrazione, promuove la solidarietà con interventi caritativi e iniziative imprenditoriali per lo sviluppo di quei popoli, ponendosi come strumento di amicizia e collaborazione fra i popoli europei ed orientali, ebrei, cristiani e musulmani, mediante convegni, mostre e viaggi.

Offre consulenze per programmi di studi, ricerche e formazione sulla storia e le prospettive delle religioni, della cultura e del turismo, dell’arte e della musica, dell’economia e della politica del Levante mediterraneo. Il simbolo dell’ENEC si ispira ai quattro colori del tempio secondo il testo biblico (bianco, oro, rosso, porpora). Il disco tripartito ripete la forma dei planisferi medievali del tipo a “tau” in cui la terra, orientata a est, è suddivisa in tre aree. L’anello che circonda il disco simbolizza l’oceano. Il tau all’interno rimanda al simbolo di S.Francesco. Nel punto d’incrocio dei bracci del tau vi è la croce cosmica, rosso-oro, di Gerusalemme.

Il suo attuale Presidente, nato a Bari nel ‘64, è docente di religione, saggista e giornalista pubblicista. loconsolem.jpgDottore in Sacra Teologia ecumenica, è vicepresidente della Fondazione Nikolaos e dell’Associazione Puglia d’ Oriente. Relatore in diversi convegni nazionali e internazionali sui temi del dialogo tra le civiltà, le culture e le religioni e della storia antica del cristianesimo orientale, ha pubblicato, tra gli altri, La Corona di spine di Cristo. Storia e mistero, Siena 2005, I Misteri degli orientali. I sacramenti bizantini comparati con la liturgia romana e i riti giudaici, Siena 2006, La Puglia e l’Oriente. Storia di un rapporto inclusivo, Bari 2006, La Sindone: tra storia e Mistero, Grottaminarda (Av) 2008, e più recentemente Il simbolo della croce. Storia e liturgia, Bari 2009.

Si occupa da tempo di turismo culturale, religioso e scolastico, relativamente alla storia, alle culture e alle tradizioni della Puglia e del Levante mediterraneo. Formatore nell’ambito della Scuola secondaria, è iscritto nell’Albo degli esperti per l’IRRE Puglia.
Attivo nel campo della pubblicistica religiosa – anche on line – ha curato per l’Agenzia Fides della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Vaticano) la rubrica sul dialogo interreligioso  “Vi fu detto, ma io vi dico…”. Conduce la trasmissione religiosa Il Verbo e la Parola, per l’emittente televisiva Antenna Sud.
Membro dell’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (AISG), ha tenuto corsi di lingua ebraica presso l’ENEC. Cura, insieme ad altri membri dell’Associazione, le edizioni del Calendario comparato ebraico, cristiano e islamico dal 1998.

Con la guida di Michele Loconsole e la preziosa consulenza del Prof. Franco Cardini (anche lui grande, bella, eredità de “La Regola”) io per prima aderirò alle iniziative ENEC. E vi invito, nella ferma convinzione di quel che dico, ad iscrivervi e sostenere l’ENEC, come risorsa fondamentale del nostro territorio in sinergia con i popoli (e le loro storie) che, con noi, condividono cultura, radici, dinamiche storico-sociali.

Non ho mai seguito una conferenza di Michele che fosse in qualche modo noiosa o letto un suo libro che non meritasse attenzione.

La mia esortazione al tesseramento è rivolta in particolare agli studenti. Dei licei, ma anche dei professionali e tecnici. Ed agli stessi docenti che vogliano dare una marcia in più alla propria formazione.

Andiamo oltre le apparenze di una Bari festaiola e ridanciana e valorizziamo, insieme, le grandi risorse intellettuali del territorio.

Grazie Michele. Grazie ENEC.

info:ENEC Europe – Near East Centre
Associazione internazionale per le relazioni col Vicino Oriente
c/o Basilica della Madonna dei Martiri
Viale dei Crociati
70056 Molfetta (BA)

tel. +39 347 8297974
E-mail: info@enec.it

www.enec.it

 

CFF e il Nomade Venerabile

cff.jpgNon è una novità.

Chi mi conosce, chi qualche volta mi ha sentito parlare di musica, chi mi segue dall’epoca lontana del BariGroundFestival, lo sa. Stravedo per i C.F.F. e il Nomade Venerabile.

Il progetto C.F.F. e il Nomade Venerabile prende avvio nell’anno 1999, a Gioia del Colle (BA).

C.F.F. sta per:

concettuale perche’ la ricerca sulla parola che si fa testo mira all’obiettivo prioritario della band: condividere le emozioni con il pubblico.
fisico fastidio perche’ la formula artistica proposta travalica i confini della musica (in bilico tra rock d’autore, atmosfere elettro-acustiche, impennate post-punk e riverberi dark-wave), e si intreccia, spesso stridendo di contrasti, con il teatro-danza e la video-arte.
Il Nomade e il Venerabile sono i nomi d’arte dei due ragazzi che, agli esordi, curavano l’aspetto teatrale del progetto.

E sono dei grandissimi.

Ad oggi si contano piu’ di 350 concerti. Degne di nota in particolare le partecipazioni al Sziget Festival 2005 di Budapest, alle finali nazionali del aq09cffbenv.jpgPremio De Andre’ 2006 a Roma, le aperture dei concerti di Moltheni, Giorgio Canali, Yo Yo Mundi e Petrol, le vittorie in numerosi concorsi nazionali disseminati in tutta Italia.

Dopo l’uscita di Ghiaccio nel 2004, e del grandioso Circostanze del 2006, il 2009 li vede nuovamente protagonisti con l’imperdibile Luci di Nervi, feat. Paolo Benvegnù, Guglielmo Ridolfo Gagliano, Franz Goria, Paolo Archetti Maestri, Fabio Martino e Umberto Palazzo.

Potrete scoprirli live, così come accadde a me, quando scattò il vero e proprio colpo di fulmine cinque anni fa, giovedì mercoledì 29 Luglio, alle 21:30, decidendo di passare una serata diversa, nei pressi del Castello Svevo, a Bari. Per il festival AQUAVITAE (dove pure ebbi l’onore immenso di poterli presentare sul palco), si esibiranno portando la meraviglia visionaria delle loro atmosfere. Le stesse atmosfere che hanno già rapito il cuore di mezza Europa. In un viaggio dell’anima legato a De André, Fossati, Baudelaire, nonché alla meraviglia dei loro inediti nell’unicità delle performance del rock-parateatrale.

Non mancate l’appuntamento e vivete al massimo questa esperienza, così come solo la vera musica dell’anima potrebbe permettervi di fare. Quando li avrete conosciuti, quando avrete permesso a Luci di Nervi di toccarvi le corde dell’anima, farne a meno, sarà praticamente impossibile.

Sezionateli, nutritevene, amateli.

Info:

www.cffeilnomadevenerabile.com

www.myspace.com/cffeilnomadevenerabile

Un tuffo nel blu

red_bull_3.jpgDodici atleti, otto impegnative gare e ben 26 metri che separano il trampolino di lancio dall’ingresso in acqua. Potenza fisica, puro ed estatico silenzio di tomba e tensione vibrante – questa è la formula della nuova Red Bull Cliff Diving Series 2009. Da maggio e settembre, i migliori tuffatori al mondo daranno degno riconoscimento a questo sport gareggiano in otto località suggestive per conquistare il titolo di campione della nuova serie.

Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con oltre 20mila spettatori sulla spiaggia di Lama Monachile e in mare, torna il 26 luglio a Polignano a Mare, l’evento di tuffi da grandi altezze targato Red Bull, la “Red Bull Cliff Diving Series”.
Polignano, quest’anno, farà parte di una serie di otto tappe, scelte tra le più belle località europee, all’interno di scenari naturali e urbani.

Molte le novità della competizione: il vincitore della serie sarà colui che avrà totalizzato il punteggio maggiore al termine delle otto gare. Altro cambiamento è l’altezza del trampolino. Per aumentare la sfida e la suspence per gli spettatori, si è deciso di alzare ulteriormente l’altezza della piattaforma, da 24 a 26 metri.

Solo i migliori atleti al mondo in questa disciplina potranno quindi partecipare. Tra le punte di diamante, il nove volte campione del mondo di cliff diving, il colombiano Orlando Duque, che cercherà di bissare la vittoria ottenuta a Polignano nel 2008, quando ha battuto il Guinness dei Primati. Il format di gara è semplice: gli atleti avranno a disposizione tre tuffi a testa, divisi in tre round e saranno valutati da cinque giudici esperti in red_bull_4.jpgquesta disciplina. Per ogni tuffo, saranno eliminati il punteggio più basso e quello più alto tra i cinque dati dai giudici, fino a decretare al termine delle tre manche il vincitore finale.

Questo sport estremo, che nasce sulle coste dell’isola di Maui nel lontano XVIII secolo, oggi è praticato in tutto il mondo ed è conosciuto anche grazie alla grande preparazione atletica dei tuffatori, che riescono a eseguire tuffi e difficilissimi avvitamenti da altezze mozzafiato di splendide scogliere. Soltanto i migliori potranno conquistare un posto nell’impareggiabile Red Bull Cliff Diving Series 2009. Nessun tuffatore ha mai saltato da scogliere alte 26 metri e per otto volte di fila – questa nuova serie e i suoi protagonisti onoreranno la competizione di tuffi da grandi altezze spingendo questo sport oltre ogni limite.

RD_090507_RBCDSFR_DUQU_0451.jpgAl momento, in testa, c’è il bellissimo e spericolatissimo Orlando che, a Dubrovnik, ha già fatto mangiare acqua ai colleghi Gary Hunt e Artem Silchenko. “La mia testa è già in Italia, un posto che richiama ricordi molto positivi per me, ricordi di vittoria!”, ha dichiarato Duque .

Il leader della serie è già concentrato sulla prossima tappa in Italia, quella di Polignano a Mare il prossimo 26 luglio dove la sottoscritta sarà a fare il tifo per il mio prediletto ma, anche per tutti gli altri campioni che, in pochi secondi, sapranno farci sognare con le loro evoluzioni aeree di corpi perfetti, scolpiti e puntuali come orologi all’impatto con la superficie del mare.

Che spettacolo!

www.redbullcliffdiving.com

Chiamami, 100% made in Puglia

chiama.jpgChiamami” è un prodotto multimediale di intrattenimento nell’ambito del progetto “Web Fiction Made in Puglia” realizzato nell’ambito di “Bollenti Spiriti”, “Principi Attivi – Giovani idee per una Puglia migliore” promosso dalla Regione Puglia. Presso la splendida location del Chiostro San Domenico a Molfetta, si è tenuta ieri la conferenza stampa dell’idea che farà parlare della Puglia in tutto il mondo, almeno secondo le aspettative.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Agenzia di Marketing&Comunicazione “STUDIO360″ di Molfetta, la Casa di Produzione ruvese “MORPHEUS EGO”, “DI&CO DIGITAL COMMUNICATION”,l’Associazione Teatrale “IL CARRO DEI COMICI”, l’Associazione Musicale “MUNICIPALE BALCANICA”, IL “BRITISH INSTITUTE” di Molfetta, ed il “LIVENETWORK.IT” per la diffusione della
fiction sui propri portali.

Prodotto dell’associazione culturale molfettese Movida del Presidente Maurizio Altomare, con la regia di Michele Pinto e la sceneggiatura di Raffaele Tedeschi, vanta come punti di forza, il soggetto (una storia inedita, simile a una situation comedy ma con filo conduttore misteri e ricchezze della Puglia) ed un linguaggio  assolutamente contrario a quel DIALETTISMO fuorviante e volgare che si vede nelle serie tv e che purtroppo sono i prodotti filmici più conosciuti della regione. Altro punto di forza è la fruibilità assoluta e la capacità di circolazione MONDIALE del prodotto, grazie alle caratteristiche stesse di internet (esso infatti sarà da noi SOTTOTITOLATO IN INGLESE), nonché l’occasione di dare un’opportunità in più, a chi opera nel campo artistico e tecnico, che ha pochi sbocchi occupazionali, di lavorare su un prodotto indipendente, di qualità, senza i vincoli imposti dalle televisioni locali.casting.jpg

Creare una SERIALITA’ nell’appuntamento e un’affezione che superi il solito ed episodico click sul filmato che cattura l’attenzione: è una sfida ambiziosa ma non impossibile da vincere. Vogliamo sfruttare la libertà ancora offerta da internet per lavorare su un prodotto di qualità. Il territorio per la nostra realizzazione sarà la nostra terra, ma il nostro territorio d’azione e soprattutto di FRUIZIONE sarà la rete mondiale.

Chiamami” wants you!

Continuano i casting itineranti per la Puglia alla ricerca di nuovi e talentuosi volti da inserire nella produzione. La prossima chance è La Notte Bianca organizzata dal Comune di Cassano delle Puglie, domenica 25! Vi ricordo, che i provini sono gratuiti è che il dictat è sempre e solamente divertirsi ed essere se stessi.

E se non potete andare a Cassano? Nessun problema! Molte altre date si aggiungeranno con, in più, la possibilità di partecipare alla selezione comodamente da casa, seguendo pochi semplici step:

  1. piazzatevi davanti ad una telecamera (anche la webcam del vostro pc)
  2. presentatevi, dicendo al direttore di casting virtuale il vostro nome, cognome ed età
  3. raccontatevi: parlate di voi, della vostra professione, del vostro film preferito e degli attori che amate
  4. fate seguire un profilo destro (contate almeno fino a cinque), ed un profilo sinistro (idem come prima)
  5. improvvisate la scena di un film, o un monologo teatrale a vostra scelta

Semplice, no? Esattamente come registrarsi al sito della webfiction “Chiamami” per inviare il vostro provino fatto in casa. Io stessa ci farò un pensierino e, mi raccomando, dite anche chi vi manda e dove avete letto la segnalazione!

Ricordatevi di me quando sarete famosi!

Per info: www.fictionchiamami.it o contattare il 349.29.21.873

C’era una volta, AZZURRO

azzurro_1.jpgQuello di cui sto per raccontarvi fu, e per sempre sarà, uno degli eventi che ha fatto la storia della nostra città. I più giovani non lo conoscono sicuramente, i meno giovani avranno sicuramente fatto la fila al botteghino del teatro Petruzzelli per accaparrarsene un biglietto.

E proprio facendo zapping con il telecomando, una lacrimuccia virtuale mi ha solcato il viso guardando le lontane immagini di AZZURRO su Rete4; Azzurro, la fantastica stagione musicale che segnò più di una generazione, dando la possibilità a tanti ragazzi baresi di ascoltare “in carne e playback“, alcuni dei nomi più importanti della musica nazionale ed internazionale proprio qui, nel capoluogo.

Dobbiamo quei ricordi al profumo di vinile, al genio dell’indimenticato Vittorio Salvetti. Patron di Azzurro e, in seguito, del più longevo FestivalBar.

Undici anni, dal 1982, di Sandy Marton, Bob Geldof, Village People, Nick Kershaw. Undici anni di spasmodiche emozioni sotto un palco, quando ancora non pullulavano starlette da talent show, ma solo meteore estive e grandi nane bianche nell’universo discografico. Non c’era internet e la musica non si comprava su I-Tunes. Non c’era la pirateria ma, al massimo, si registravano innocentemente dalla radio i brani con le musicassette, per poi riascoltarli nel walkman.

Ci si appostava al ristorante Marcaurelio per farsi autografare una foto da Scialpi o Nick Kamen, urlando il nome di Joe Cocker o quello di un qualsiasi componente dei The Cure. Ricordo la volta affrescata del grande teatro. E Gerry Scotti con i capelli. Il paragone ha del blasfemo, ma dovrebbe rendere l’idea.AZZURRO LOGO.jpg

Azzurro era la febbre del sabato sera per noi tutti novelli Tony Manero.

Per ore, con le amiche, si sceglieva un vestito dall’armadio pur di sembrare carine e, chissà, far colpo su qualche ragazzo con qualche anno in più, cercando di darsi un tono a colpi di gloss e mascara. C’era la Naj-Oleari con i frontini bombati ed i gelati di Colino (cioccolato doppia panna).

La musica ed il profumo del mare avrebbero fatto il resto. Con le canzoni di Ron e Michele Zarrillo, la magnifica voce di Anna Oxa e Fausto Leali.

Oggi, il Marcaurelio (dove Francesco Salvi mi regalò la sua maglietta “scusate la faccia“) è diventato un locale chic con musica lounge. Ha rinunciato ai neon bianchi ed alla buccia d’arancia sui muri. Si chiama Nessundorma e non serve più risotti ai frutti di mare.

Ed il Petruzzelli (ah, il Petruzzelli!), ci ha lasciati orfani di eventi simili (ed eventi in generale) da tanto, troppo tempo.

Il Teatro che, come tempio della lirica per l’acustica perfetta, ha accolto anche i nostri imberbi applausi scatenati, dovrebbe riaprire a dicembre. Vittorio Salvetti, ci ha lasciati nel 1998. E con lui, la tradizione del divertimento in musica che ha solcato un’epoca.

Chiamatemi pure nostalgica. Ma quei tempi mi mancano.

E sogno ancora, per la mia città, pur sempre attiva e viva nelle iniziative, un po’ di Azzurro come allora, quando l’augurio di Salvetti si tramutò in una Vittoria Mondiale per i nostri calciatori in Spagna.

Grazie Vittorio, grazie Bari, grazie Azzurro. Per ogni singola polaroid di quei giorni.

 

Le immagini sono tratte da www.storiaradiotv.it , che approfitto per ringraziare pubblicamente. Essendo rimasto uno degli ultimi siti su internet a rendere giusto tributo alla grandezza di Azzurro.

Azzurro, viene anche ricordato dall’omonimo bar sull’estramurale Capruzzi. Un bar storico che ha visto i suoi natali proprio in quel glorioso periodo.

Giocaluna. La notte bianca dei bimbi.

gfiocai1.jpgTroppo poco tempo passiamo con i nostri ragazzi. E pochi sono gli spazi dedicati, solitamente, alla loro crescita sociale e culturale. Che voi siate zii, nonni, fratelli, sorelle o genitori, la sostanza non cambia. Questa occasione non potrete farvela sfuggire.

Se Bari by night, è splendida viverla da adulti, godersela ad altezza bambino sarà una meravigliosa esperienza.

Anche quest’anno, Bari, dedica un giorno intero, venerdì 17 luglio, ai bambini e alle loro famiglie, offrendogli  uno spazio vitale ed un tempo “diversi”.

È lo spirito di Giocalaluna” 2009 – la notte dei bambini e delle bambine”, iniziativa ludico-teatrale organizzata dalla Fondazione “Città Bambino” e dall’assessorato alle Culture del Comune di Bari, inserita nel format “L’Ospite Bambino” e collegata ad altre iniziative analoghe che si stanno svolgendo in tutta Italia.

L’evento, giunto quest’anno alla seconda edizione, è stato presentato il 15 luglio a Palazzo di Città dal presidente di Città Bambino Andrea Mori, dal direttore artistico dell’associazione “Granteatrino Casa di Pulcinella” Paolo Comentale e dalla dirigente dell’assessorato comunale alle Culture Paola Bibbò.

Si parte dunque oggi, dalle 17, tirando  fino a notte fonda con una serie di manifestazioni gratuite che abbracciano molti generi (giochi, cultura, racconti, cinema, musica, spettacoli, eventi radiofonici coordinati dall’emittente “RadioBariCittàFutura”) che si svolgeranno in vari spazi e contenitori culturali cittadini (librerie Laterza e Mondadori, Regno dei Bimbi, Arena della Vittoria, parco 2 Giugno, parco Don Tonino Bello, parco Perotti, fortino S. Antonio, piazza Diaz, piazza del Ferrarese, teatro Casa di Pulcinella).

m_73834f2c2ade48a39c10ee7042d16a5f.jpgRubo qualche pixel per approfondire l’aspetto radiofonico della manifestazione, spero me lo concederete. RadioBariCittàFutura è, a tutti gli effetti, una costola della storica emittente barese L’AltraRadio che, non solo ha dato i natali radiofonici alla sottoscritta(e scusate se è poco) ma è stata anche sempre e costantemente presente sul territorio, senza mancare un solo appuntamento con ascoltatori e realtà locali. La mia natura radiofonica, mi spinge a “raccomandare” l’ascolto di tutta la manifestazione dalle sue frequenze FM (101.00) o in streaming nel suo segnale digitale . Giocalaluna sarà seguito interamente, in ogni singola espressione, da un reporter che potrà  anche (in tempo reale) guidarvi  per scegliere l’evento su misura, seguendo l’onda del feel. Imperdibile la  diretta con due “fenomeni del microfono” under10, che renderanno protagonisti genitori e ragazzi in un grandioso talk-radio-show.

Giocalaluna, permetterà così ai piccoli di esprimere al meglio le proprie esigenze e il proprio talento.

Un’esperienza unica, ha dichiarato Andrea Mori, “perché i bambini posseggono una ricchezza interiore infinita, sono capaci di stupire qualunque adulto. E magari, un giorno, ci si potrà affidare a loro per cambiare il volto di questa città, ovviamente in meglio”.

L’idea di Giocalaluna è quella di impiegare questo tempo “diverso”, cioè quello fuori dalla scansione quotidiana invernale e routinaria “scuola-doposcuola – palestra” per costruire cose e avventure che diventano infinite, diverse e quindi speciali. Un tempo nel quale i piccoli vivono insieme le esperienze artistiche, solidarizzano, inventano e riscoprono un mondo fantastico e originale.

Tra le curiosità di Giocalaluna 2009, da segnalare il ludobus della cooperativa Progetto Città e dell’associazione Luditerraneo di Terlizzi; l’esibizione di volo notturno degli aquiloni “Volere Volare”, i giochi di conoscenza del Cosmo a cura degli astrofili di “Cielo Stellato”; la proiezione dell’ultimo film di Harry Potter, gli spettacoli del “Granteatrino”, i giochi nel Regno dei Bimbi e infine la radio, con il programma “Senti chi parla – Radio Giocalaluna” sulla frequenza 101,00 Mhz.

bambini.jpgRaggiunto telefonicamente Andrea Mori, gli ho posto una domanda spontanea, ovvero se i bambini reggano questi ritmi notturni e quanto possano essere salutari per i nostri ragazzi. La risposta è stata più che pertinente ed esaustiva : “nelle scorse edizioni, è capitato che il programma volgesse al termine, ed i ragazzi fossero ancora più che arzilli e svegli. Specialmente d’estate, i ritmi dei piccoli vedono una maggiore vitalità nelle fresche ore della sera. Una maggiore concentrazione ed una partecipazione vitale priva della classica stanchezza sotto il sole. L’effetto sbadiglio è un collaterale che Giocalaluna non conosce! Ogni attività, poi, è pensata e strutturata per fasce d’età specifiche, raggiungendo scopi ludici ma, anche, educativi“.

Lasciate, per una volta, la crema protezione 30 ed il fermento diurno a casa. Godetevi la “tintarella di luna” con i vostri ragazzi! Non tralascerei anche il particolare che ogni singolo step del programma sarà GRATUITO. Motivo in più per esserci.

Qui il programma scaricabile in pdf

Che stress, che stress, che stress di giorno. Ma la notte, no!

Il Cielo sulla Biblioteca

santateresa1.jpgSe Bari lamenta la mancanza di veri e propri “contenitori” (vedi la lunga assenza del Piccinni, e quella ancor più lunga del Petruzzelli, per non parlare del Margherita-forse-sulla via del ritorno), è anche vero che, talvolta, basta una leggera brezza marina ed il faro del porto in lontananza per godere il meglio degli eventi nella propria città. Per poi lasciarsi andare, magari, a romantiche passeggiate sulla muraglia, o spingersi tra le chianche nel cuore di quel meraviglioso suq che è la Bari vecchia. Un mix di colori, profumi, sapori. Sa di Oriente, di culture lontane, di voglia di vivere. I “Notturni Mediterranei”, sono nati come iniziativa, proprio nell’idea di sfruttare a pieno la meravigliosa location di una città operosa di giorno e dall’ampio respiro artistico notturno. Senza nulla invidiare alle grandi Capitali del Nord, che vivono la notte come massima espressione di un pulsante fermento bohemienne.

Quattro serate, ad ingresso libero (come libera è l’espressione dell’arte), consumatesi sotto il ilcielosoprabiblioteca1-1024x808.jpgmanto di questa torrida estate, tra i libri (o meglio, sui libri), della terrazza di Santa Teresa dei Maschi, con l’esordio del Collegium Musicum (lo scorso 24Giugno), e la conclusione, proprio questa sera, per opera della Petite bande Amadeus, diretta dal M.stro Rino Campanale, con un bastimento carico carico di emozioni: Bizet, Puccini, Mascagni.

Tutta la rassegna, organizzata dal M.stro Rino Marrone, non ha visto solo il favore di pubblico, ma anche la benevolenza delle Muse che, dalla cinta muraria del Fortino, hanno regalato al capoluogo limpide e piacevoli serate estive, godendosi le impeccabili esecuzioni, sorseggiando limoncello con un flute, a partire dalle 20:30.

La Biblioteca Provinciale S. Teresa dei Maschi-De Gemmis, è inStrada Lamberti 3/4 a Bari.
Info 0805210484 – 5249738
Info biblioteca provinciale.bari.it
www.bibliotecaprovinciale.bari.it

 

 

Tango a Barletta

Image00001.jpgIl Tango e’ una forma d’arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires, Argentina conventillo 1900intorno alla seconda meta’ dell’800. In origine si produsse nei quartieri poveri ed emarginati. Utilizzo’ per le sue esecuzioni uno strumento, forse inventato o forse popolarizzato, dal tedesco Band, il bandoneon, una sorta di fisarmonica di legno con dei fori la cui apertura o chiusura con i polpastrelli produce le note, e che ha la caratteristica di cambiare la nota a seconda se il mantice viene compresso o invece dilatato. Pur essendo una musica molto sincopata, non utilizza strumenti a percussione ed anche gli altri strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche. La sua struttura armonica,pero’, e’ tipicamente italiana.

Tra i grandi del Tango si comprendono cantanti e bandoneonisti. Fra i cantanti vanno ricordati Carlos Gardel e Roberto Goyenece, Barletta-Duomo-BR.jpgconsiderati tra i piu’ grandi cantanti di tango. Tra i musicisti da ricordare il leggendario Juan D’Arienzo, Astor Piazzolla, Annibal Troilo, Nestor Marconi, Daniel Cabrera, Dino Saluzzi, Osvaldo Pugliese che ne fecero una musica nazionale. Il tango argentino e’ un ballo basato sull’improvvisazione, caratterizzato dalla sua eleganza e passionalita’. Il passo base del tango e’ il passo in se, dove per passo si intende il normale passo di una camminata.

Essendo un ballo di improvvisazione in pista non esiste l’idea di sequenze di passi predefinite, e sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo. La posizione e’ un abbraccio frontale in cui l’uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano. Fondamentalmente e’ l’uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi. Il tango argentino e’ caratterizzato da 3 tipi di ballo diversi: Il tango, milonga e il vals criollo. I ballerini di tango praticano molti stili, facenti capo a grandi interpreti delle sue fasi storiche. Vengono spesso ricordati Jose’ Benito Ovidio Bianquet detto “El Cachafaz”, o Carlos Gavito. Nelle milongas si balla lo stile milonguero, dai movimenti contenuti e adatti agli spazi ristretti riservati ad ogni coppia. Negli anni ’60 e ’70 si afferma il tango fantasia. Negli anni 2000 e’ nato un genere noto come tango nuevo ballato soprattutto sul tango elettronico, genere musicale capitanato dai Gotan Project.

ev_978302001_big.jpgNella splendida cornice di Piazza d’Armi del Castello Svevo di Barletta si svolgerà la Terza Edizione del Barletta Tango Festival.

Quattro giorni di fantastiche serate di ballo arricchite dalle esibizioni di coppie di ballerini di altissimo livello, concerti di grandi orchestre, workshops a vari livelli, lezioni per chi vuole muovere i primi passi e conoscere questo affascinante linguaggio del corpo. Il programma comprende anche educational tour alla scoperta della città di Barletta, incontri sulla storia dell’emigrazione dall’Italia in Argentina, sulla nascita del Tango Argentino, sulla sua evoluzione nel corso del tempo e molto, molto altro ancora…

Con la partecipazione dei maestri e ballerini:Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero, Luciano Donda e Roberta Coen, Silvio Grand e Mayra Galante;
Orchestra Colortango, Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari; e dei musicalizadores, Felix Picherna e Akille della Mariposa di Milano.

 

Associazione Artistico Culturale ” Almadetango
C.so Vitt. Emanuele, 18 – 70051 – Barletta (Bt) Italy
tel./fax +39 0883 532 668
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Polignano è Visionary

visionary_2.jpgCome disse  Ezra Pound: “Tanto per cominciare, la Grande Arte non è mai popolare“.

Mentre il week-end, come già segnalato, ci regalerà tanta buona musica nel segno dell’acqua, mi sembra giusto rivolgere l’attenzione ai desideri di chi, durante il sabato e la domenica, non vuole proprio saperne di calca da concerti e preferisce, magari, abbandonarsi al relax intellettuale di una bel vernissage, nella cornice dello splendido entroterra barese. C’è da sottolineare una cosa importante, poi: specialmente nel caso della mostra che sto per segnalarvi, parliamo di un contenitore di proprietà comunale, che investe bene (anzi, benissimo) ogni singolo spicciolo stanziato dagli Enti pubblici. Ritengo che non sia elemento da sottovalutare.

Sabato 11 luglio 2009 alle ore 20:00 presso il Museo Pino Pascali di Polignano a Mare la mostra personale di Sandy Skoglund “VISIONARY” in contemporanea con la prestigiosa antologica che si tiene a Venezia, Palazzo Giovanelli, in occasione della Biennale.

L’artista realizza personalmente tutti gli oggetti che appaiono nelle fotografie, allestisce infatti gran parte delle sue composizioni visionarie Immagine1.jpgcome dei veri set cinematografici, un unico scatto fotografico diviene l’opera finale. Definite sculture-fotografiche la Skoglund mette in scena ambienti urbani esasperati da una condizione di alienazione dalla realtà, la visione della middle-class americana restituisce un ritratto iper-realistico e insieme surreale dell’America oggi; un paesaggio metropolitano molto inquietante nel quale appaiono persone reali insieme a manichini o animali in gesso dipinti in colori irreali ma che si muovono con assoluta normalità come attori di un teatro dell’assurdo. Con l’introduzione di elementi e colori insoliti in una scena di banale quotidianità, Sandy Skoglund, mette in crisi lo spettatore, improvvisamente catapultato in un ambiente fantastico che risponde solo alla logica del sogno o dell’incubo, uno spazio senza tempo dove muoversi perdendo le proprie certezze. L’artista statunitense presenta a Polignano una selezione di fotografie dal 1987 al 2008 e alcuni interessanti video sul back-stage preparativo delle opere.

Sandy_Skoglund_herself.jpgIl Museo comunale d’arte contemporanea di Polignano a Mare “Palazzo Pino Pascali”ha sede nell’omonimo edificio, situato sopra l’arco di ingresso al centro storico della cittadina. Il Museo nato nel 1988, si inaugurò con una grande mostra antologica di Pino Pascali, a cura di Achille Bonito Oliva e Pietro Marino, in occasione del trentennale della sua scomparsa, 1968. (Pino Pascali è nato a Polignano nel 1935 dove è anche sepolto).

Non mi aspetto che vi precipitiate a frotte, o che rinunciate alle splendide manifestazioni musicali e culinarie che tempesteranno questi fine settimana estivi. Ma, non lo nascondo, mi piacerebbe ci fosse nun buon riscontro di pubblico per “Visionary”. In primo luogo perché l’artista merita (non è necessario essere Vittorio Sgarbi o Lionello Venturi, per apprezzare certe proiezioni del genio), in secondo luogo perché, con la vostra presenza, darete senso ad ogni singolo sforzo di un manipolo di coraggiosi che si impegna quotidianamente per allontanarci dallo stereotipo di “baresi, tutti cozze&provolone”. Impariamo ad apprezzare i frutti della nostra terra in questi incredibili gioielli della cultura. Una buona birra e due frutti di mare, dopo, ci staranno bene lo stesso, anche meglio!

info: www.palazzopinopascali.it