U’ megghie paise

virglio.jpgHo sempre pensato alla mia città come ad un luogo di festa.
Una sorta di gigantesca pista da ballo su cui condividere gioie e dolori, scandendo con i passi il ritmo di una musica che tutti possano sentire.

Bari è esattamente questo.

Un Capoluogo denso di emozioni e stimoli sensoriali.

In tutti questi anni la mia missione è stata proprio di convogliare in un blog le sensazioni di questa pista da ballo, così che (attraverso la splendida piattaforma che mi ha ospitato) trasmettesse il proprio mood e quel groove inconfondibile a tutto il Mondo per mezzo della Rete.
Il magico “non-luogo” in grado di comunicare anche con chi è lontano.

A quanto pare l’avventura dei local-blogger è giunta al termine. Qualcuno ritiene superfluo che le città abbiano un portavoce. Qualcuno ritiene inutile (forse) il lavoro che abbiamo fatto comunicando con i cittadini e le istituzioni. Qualcuno ha deciso di chiudere la divisione, strappandoci dai nostri lettori e revocandoci il ruolo di aedi moderni di eventi, storie e manifestazioni.

Altri ci hanno creduto. Ed è a loro che giunge il mio ringraziamento più sentito.
In primis a Giovy, che mi segnalò come “sguardo curioso” agli amici di Bitness.
In secondo luogo proprio a Bitness, l’Agenzia che mi arruolò in quel del ParmaWork Camp. Massimo e Tiziana hanno coordinato le nostre teste e fatto diventare realtà la professione di un team eterogeneo di anime sparse per l’Italia, affrontando i mostri di problemi tecnici, i ritardi, i dubbi, le crisi mistiche e le paranoie.

Se oggi siamo dei blogger migliori, il merito è soprattutto loro.

Non dimentico i colleghi local. Gli amici, più che altro. Questi occhi sgranati su mille realtà da longitudini e latitudini diverse dalla mia. Coloro che mi hanno concesso di viaggiare con la fantasia anche in posti dove non sono mai stata.

Il local-blog si chiude qui. Ma la festa in pista continua. Per tutti coloro che ancora vorranno comunicare nel grande calderone di Internet la pulsanti vitalità di una città ricca di spirito. Bari che vive e sopravvive, che si muove e lavora ma che-al tempo stesso-gode ogni singolo piacere dell’esistenza, dal cibo all’amore, dall’arte al divertimento.

Potrete continuare a seguirmi su Non è Successo Niente, il mio blog personale, o via Twitter.

“La festa ormai è finita”, ma gli amici restano. Come mi auguro voglia rimanere in pista il calore e il desiderio di evoluzione della mia Bari che non si rassegna ai tempi assurdi della politica e alle ingiustizie di un provincialismo che-sempre più spesso-ci veste troppo stretto.

Sim l’ megghj du condinend, non dimenticatelo mai.

 


Veicolo elettrico? Sì, grazie.

smartcity.jpgÈ stata inaugurata venerdì la prima colonnina di ricarica pubblica per i veicoli elettrici del capoluogo pugliese e dell’intero Mezzogiorno. 

Il nuovo dispositivo è stato installato nel quartiere murattiano, nella centralissima Corso Cavour nei pressi dello storico teatro Petruzzelli. All’evento di inaugurazione hanno partecipato Michele Emiliano, Sindaco di Bari,Marco Lacarra, Assessore ai Lavori pubblici, Antonio De Caro, consigliere comunale con delega alla Mobilità sostenibile, e Livio Gallo, direttore Enel Infrastrutture e Reti.
Si tratta della prima colonnina di ricarica di una rete di distribuzione composta da 50 punti Enel dedicati ai veicoli elettrici, collocati in ambiti strategici della città individuati insieme al Comune di Bari, sulla base di un’analisi accurata del territorio e dei suoi flussi di traffico.
È un progetto di innovazione tecnologica per la mobilità a zero emissioni, dedicato ai cittadini, alle aziende, agli Enti, ai turisti e realizzato in collaborazione con il Comune nell’ambito del Progetto “Bari Smart City”. Sottoscrivendo un contratto dedicato con un fornitore di energia elettrica, si potrà accedere, tramite una card, all’infrastruttura di ricarica Enel in tutta la rete cittadina.
L’installazione da parte di Enel delle 50 colonnine avverrà in due fasi. La prima, avviata oggi con l’inaugurazione del punto di ricarica in Corso Cavour, prevede l’installazione di 24 infrastrutture in 12 siti, una volta completato l’iter autorizzativo in corso.
Successivamente Enel completerà la rete di ricarica con l’installazione di ulteriori 26 infrastrutture in 13 siti strategici della città.
L’innovazione tecnologica del sistema di ricarica Enel si basa su impianti di ricarica sia pubblici che domestici, dotati al loro interno di un contatore elettronico, e su un sistema di gestione da remoto che consente di offrire agli eco-automobilisti servizi evoluti e la possibilità di ricaricare i loro veicoli in modo semplice, conveniente e sicuro.
Le infrastrutture di ricarica Enel sono dotate di una doppia presa, secondo gli standard italiani e internazionali, consentendo così di ricaricare tutti i veicoli elettrici di nuova generazione oggi sul mercato.
“Diamo vita oggi, con soddisfazione, a un’infrastruttura importante che fa di Bari la prima città del Mezzogiorno a dotarsi di una rete di ricarica per veicoli elettrici – ha dichiarato Livio Gallo, direttore della divisione Infrastrutture e Reti di Enel –. Siamo certi che i cinquanta punti di ricarica incoraggeranno la diffusione della mobilità elettrica tra i cittadini, le aziende pubbliche e private e l’Amministrazione locale, fornendo così un contributo decisivo al progetto Bari Smart City, che vede Enel e il Comune di Bari lavorare insieme per lo sviluppo di un ambiente cittadino sostenibile e a misura d’uomo”.
“La città di Bari – ha commentato il Sindaco Emiliano - ha intrapreso da tempo la strada della sostenibilità declinandola in azioni coerenti nei diversi ambiti strategici per il sistema urbano. Dotare il territorio cittadino di un sistema di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici pubblici e privati è dunque un passaggio di fondamentale importanza. Nessuna città del Mezzogiorno ha fatto altrettanto per ridurre l’inquinamento dell’aria e migliorare la qualità dell’ambiente. Bari, che mira ad essere una delle smart cities europeee capaci di coniugare innovazione, sviluppo e risparmio energetico, plaude a questa iniziativa che faciliterà la vita a quanti hanno già scelto di muoversi sfruttando l’energia pulita”.

Insomma, Signori. Sono cose belle. Nella speranza che l’idea di macchine e moto eco-compatibili possa iniziare a farsi strada nel pensiero comune dei baresi. E non solo.

Considerazioni 2013

capodanno-bari.jpgArriva l’Epifania che tutte le feste si porta via. Un luogo comune abbastanza abusato per dire che possiamo smetterla beatamente di poltrire ritornando al quotidiano senza troppa nostalgia per questi giorni di baldoria che abbiamo trascorso con amici e parenti.

Il 2013 ha accolto Bari con un sole sfolgorante. Quello che spero possa accompagnare anche questi giorni di ripresa produttiva. Anche per il blog della Vostra città che si impegna a starvi vicino in maniera più costante e presente.

Dunque. Parliamo di Bari. Ci sarebbero mille propositi da esprimere per il Capoluogo più bello d’Italia. Il primo la cura dei quartieri. Non è carino tornare a casa e incontrare un paio di topi morti in piazza Umberto mentre twitti che Bari è la città migliore del mondo. C’è un limite allo schifo e-talvolta-questo limite viene superato. E scusate lo sfogo.

Un Capodanno in sordina ha deluso tutti. Belle le installazioni, belle le luci e i colori ma, onestamente, gli altri anni è stata una cosa diversa. Qualcuno dice “non c’erano soldi”. Credo che-in realtà-non ci fossero idee. Idee vere. Dal canto mio si può vivere bene e divertirsi con poco. Non l’avrei mai detto ma ho sentito la mancanza anche di Boccassile e Maretti, duo comico che sta spopolando ed evolvendosi in positivo. E questo mi piace. Ci fosse un pulsantone con il pollice alzato lo premerei all’istante.

Perché, siamo onesti, Bari ha mille potenzialità anche dal punto artistico e tutta la verve per conquistare il cuore di chi sa ascoltare.

In questo mesetto di ritorno dalla Capitale ho trovato negozi chiusissimi, altri apertissimi improvvisamente. L’anima del commercio continua a farla da padrona e-in questo-crisi o non crisi, saprà sempre soddisfare le richieste di moda e tendenze. Ci piace anche questo.

Ho trovato la mia città un po’ sottotono. E questo mi spiace, invece, pollice verso. Quello che mi piace è invece il clima di rinascita respirato tra i giovani. Giovanissimi. Startup che hanno preso il volo e giovani imprenditrici e imprenditori in erba con la voglia e la forza di costruire mettendo le basi di una futuro migliore.

E so che questo non è un post di servizio. Ma ve lo dovevo. Lo dovevo a me stessa e alla mia città.

Per questo vi invito costantemente a segnalarmi iniziative e protagonisti che abbiano bisogno di uno spotlight in vista di quel palco chiamato domani, dove alla luce d’Oriente nascono e crescono le speranze di chi ancora ci crede, in Bari come risorsa per l’Italia.

E no. Non scenderò in politica.

Sono solo una romantica ottimista. E prendo il treno verso la Capitale con il sogno di trovare Bari cambiata in meglio per tutti, specialmente per le generazioni a venire.

Il mio impegno sarà di servirvi nella costanza e nella puntalità con l’informazione più libera ed entusiasta, così come vuole lo spirito che anima il cuore del Sud.

All work and no play…

caldarroste.jpg…makes Jack a dull boy. 

Era il tormento del protagonista di Shining. Lasciate perdere “il mattino ha l’oro in bocca”, che è una boiata improponibile degli adattatori italiani. 

Troppo lavoro e nessuna distrazione possono rendere folli. Motivo della mia prolungata assenza da queste pagine. Una pausa. La voglia di rimettersi poi in gioco con nuove forze e rinnovata costanza.

Mi dicono dalla regia che siamo insieme da almeno quattro anni. Minuto più, minuto meno. E questo è molto bello. Nel mentre-dato che odio le bugie, non penso di aver mai saputo come dirle bene-seguo in rete l’andazzo della mia città. Dalla Capitale. E mi stringe il cuore dover sentire da mia madre della “lotta per le caldarroste” che si è consumata in Via Sparano.

Quelle deliziose castagne fumanti. Ah. Il sapore del Natale.

E l’arte nel cuocerle sui carboni del signor Giuseppe Lamacchia, ingiustamente bloccato nella sua attività dalle solite lungaggini burocratiche… quando qui, a Roma, c’è un “caldarrostaro” ad ogni angolo di strada. 

Il signor Lamacchia in due anni ha speso migliaia di euro a causa dei verbali inflittigli dalla polizia municipale per la mancanza dell’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. Naturalmente la stessa documentazione viene da lui regolarmente richiesta e a lui regolarmente negata. Un paradosso in questi tempi di gravissima crisi economica e occupazionale in cui versano migliaia di famiglie baresi. Anche perché stiamo parlando di un uomo che chiede esclusivamente di potere vendere in santa pace le caldarroste nelle strade del centro cittadino.

Peppino Lamacchia vende castagne da oltre 30 anni, da quando via Sparano non era ancora un’isola pedonale e in piazza Umberto sostavano le carrozze trainate dai cavalli. Come lui, in ogni grande e piccola città italiana ci sono artigiani dell’agroalimentare che non solo svolgono tale attività senza problemi di sorta, ma vengono addirittura incentivati dalla pubblica amministrazione. A Bari sembra invece una missione impossibile, nell’indifferenza generale.

Voglio tornare a casa e sentire di nuovo quel profumo del MIO Natale. Delle passeggiate al freddo con mio padre e un cartoccetto caldo tra le dita. Voglio il sorriso sincero di chi torna bambino nella tradizione. 

E lo voglio prima del 21 dicembre. Per i nostri figli. Per noi stessi. E per quella fabbrica di Sogni che sa essere la nostra città, quando vuole.

Raccontatemi la vostra storia. Dei sapori del Natale. Delle usanze che scompaiono all’orizzonte della comune noncuranza. Dei mestieri che ci hanno affascinato in fanciullezza. E dell’amore per le cose vere e sincere della nostra città sotto l’albero.

Vi aspetto.

C’era una volta in America… e c’è ancora

67899.jpgTorna al Multicinema Galleria per tre giorni uno dei più grandi capolavori della storia del cinema di Sergio Leone, in versione restaurata, con 26 minuti inediti.

Lunedì 26, martedì 27 e mercoledì 28 novembre (Doppio spettacolo, alle 16.00 e alle 20.45) C’era una volta in America… e c’è ancora. Il capolavoro di Sergio Leone torna al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15-17), in una versione totalmente restaurata e integrale. Si tratta dell’attesissimo “Director’s Cut”, con un montaggio di ventisei minuti inediti: è la versione che Leone avrebbe sempre voluto. Ce lo dice Raffaella Leone, figlia del regista, che ha presentato a Roma, il mese scorso, l’evento:

“Questo è il sogno di mio padre. Per quanto avesse amato la versione tradizionale, i tagli gli erano costati moltissimo. L’idea di rimontare il film aleggiava nella famiglia. Personalmente rimango legata alla versione con cui sono cresciuta, ma questa aggiunge al film una compiutezza e dà dei chiarimenti che un po’ mancavano”.

Il kolossal di Leone ha fatto la storia, ma per il regista rappresentò una sofferenza per lungo tempo. Non solo gli sono occorsi circa dieci anni per realizzarlo, ma all’epoca della distribuzione, nel 1984, fu pesantemente tagliato in USA dal produttore Arnon Milchan, fino a raggiungere una durata di 139 minuti. “Per vendere più popcorn, come diceva sempre mio padre”, ricorda la figlia.

Il montaggio nuovo è dunque una sorta di risarcimento morale per la famiglia Leone e la memoria del grande Sergio. Nel cast un gruppo eccezionale di attori: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, William Forsythe e tanti altri. Basata sul romanzo di Harry Grey “The Hoods” (“Mano armata”, del 1952), la pellicola narra, nell’arco di 40 anni (dagli anni ’20 ai ’60) le drammatiche vicende di David Aaronson, detto “Noodles” (Robert De Niro) e dei suoi amici nel loro progressivo passaggio dal ghetto ebraico all’ambiente della malavita organizzata nella New York del proibizionismo e del post-proibizionismo.

“C’era una volta in America” sarà in proiezione al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15/17), lunedì 26, martedì 27 e mercoledì 28 novembre, nei seguenti orari: 16.00 – 20.45. Costo biglietto: 4,50 euro (16.00), 6,50 euro (20.45). Infotel: 080.521.45.63. Bari(Bari) Multicinema Galleria 16:00 – 20:45 ingresso a pagamento Info. 0805214563

A ritmo di Balafon

comunita,corte,altini,festival,balafon,newton,aduaka,bari,cinema,filmIl balafon è composto da una struttura di base in fasce di legno o bambù in cui vengono posizionate orizzontalmente le zucche (“calebasse”) che fungono da cassa di risonanza, in numero variabile, solitamente intorno alla dozzina. A volte le zucche vengono forate e rivestite con una sottile membrana; tradizionalmente si usava a questo scopo la tela prodotta da alcuni ragni per avvolgere le uova, mentre oggi è più comune l’impiego della carta usata per le sigarette o di pellicole di plastica.

Al di sopra delle zucche si trovano i tasti, fatti di legno, di forma rettangolare posizionati in ordine decrescente; quelli più piccoli producono i suoni più acuti. Il numero di tasti varia in base alla dimensione dello strumento. Il balafon diatonico presenta tasti più spessi ma meno larghi proprio perché deve fornire note più alte.

Un simbolo. Il ritmo culturale di un vero e proprio orgoglio etnico. Che diventa realtà in pellicola e idee, ragione e sentimento.

L’ associazione Comunità di corte Altini persegue come principale obiettivo la promozione e diffusione delle diverse realtà culturali e artistiche dell’Africa, dei paesi sudamericani, delle isole caraibiche, del Pacifico e di tutti i paesi della diaspora e si propone di valorizzare le molteplici componenti culturali europee, di stimolare l’interculturalità e di riaffermare il legame fra cultura e sviluppo.

Il Balafon Festival giunge alla XXII edizione. Cresciuto negli anni fino a diventare un appuntamento che ha saputo consolidarsi nel panorama dell’ offerta culturale cittadina, e non solo, diventando decisamente importante nel suo genere, presenterà in quattro giorni di programmazione più di venti proiezioni con un fitto calendario di incontri con le scolaresche. L’edizione numero 22 si aprirà con la proiezione di un film nigeriano in concorso, “One man’s show” di Newton I Aduaka.

La manifestazione si terrà a Bari presso il cinema Armenise dal 13 al 16 novembre. Ogni giorno si proporrà un’accurata selezione di pellicole, in lingua originale e sottotitolate in italiano. Al termine del Festival verranno premiati il miglior lungometraggio e il miglior cortometraggio.

Il racconto filmico è mezzo di comunicazione immediato per conoscere le bellezze, le brutture, i sogni, i desideri, gli umori, le ilarità, la quotidianità, gli amori, le passioni, le tradizioni, la storia di popoli di diversi paesi, apparentemente lontani, attraversati in verità da tensioni e cambiamenti che ci interessano da vicino. Il cinema si rivela un mezzo proficuo per una possibile e concreta comunicazione tra espressioni culturali diverse, elemento importante per la nostra società, che si configura ormai da tempo come una società multilingue e multietnica. In questo contesto, consapevoli dell’evoluzione e dell’effervescenza dei paesi posti al di là del Mediterraneo, e dei loro universi culturali, il Balafon Festival diventa un’opportunità per una rinascita dei paesi d’oltre mare e della stessa nostra terra, una possibilità per promuovere e diffondere le diverse realtà culturali e artistiche. E’ un’ iniziativa che desidera esprimere l’anima profonda del continente africano e dei “paesi africani” dispersi in tutto il mondo. Un festival di immagini, ritmi e colori di altri mondi che si propone come un momento di incontro e di scambio fra identità culturali differenti cercando di ampliare gli orizzonti conoscitivi di ciascuno.

Da ben ventanni il festival punta l’ attenzione su una cinematografia che, nonostante i mezzi elementari a sua disposizione, nei suoi oltre trent’anni di storia, ha saputo fare miracoli, ritagliandosi un suo spazio nel quadro della produzione cinematografica mondiale, raccontando il suo mondo, trasmettendo i grandi temi delle forme di democratizzazione, dell’urbanesimo, della crescente irreversibile trasformazione delle comunità rurali, della loro “modernizzazione”, delle relazioni fra uomini e donne, di una diversa visione della sessualità e delle turbolenze sociali che animano le realtà sociali dei paesi “africani”. Balafon non è stato e non è solo una sequenza asettica di pellicole cinematografiche. Ogni anno il cartellone è ricco di iniziative collaterali quali dibattiti, seminari e laboratori. Il tutto con l’ intento di promuovere nei fatti quel dialogo interculturale che rappresenta il cuore stesso dell’ identità della nostra terra e riflettere in modo ampio su un’Africa in cambiamento. Un’ opportunità concreta di intercultura.

 

PROGRAMMA

MARTEDÌ 13 NOVEMBRE

ore 18,00 Selezione in concorso

LE CHASSEUR ET L’ ANTILOPE

di Narcisse Youmbi (Camerun, 2010; 17’) ore 18.30 Selezione in concorso

ONE MAN’S SHOW di Newton I. Aduaka (Nigeria, 2010; 75’) ore 20.00 Selezione in concorso

DEMAIN, ALGER? di Amin Sidi-Boumediène (Algeria, 2011; 20’) ore 20.30 Selezione in concorso

THE LAST FISHING BOAT di Joyah Shemu (Malawi, 2012; 117’) ore 22.30 Selezione fuori concorso

MAMA AFRICA di Mika Kaurismäki (Sudafrica-Germania-Finlandia, 2011; 90’)

 

 

MERCOLEDÌ 14 NOVEMBRE

ore 18.00 Selezione in concorso

DEMAIN, ALGER? di Amin Sidi-Boumediène (Algeria, 2011; 20’)

ore 18.30 Selezione in concorso

THE LAST FISHING BOAT di Joyah Shemu (Malawi, 2012; 117’)

ore 20.00 Selezione in concorso

EEMBWITI di Perivi John Katjavivi (Namibia, 2011; 12’)

LYIZA di Marie-Clémentine Dusabejambo (Ruanda, 2011; 21’) ore 20.30 Selezione in concorso

COMBIEN TU M’AIMES di Fatma Zohra Zamoum (Algeria, 2011; 98’) ore 22.00 Selezione fuori concorso

SOUBRESAUTS di Bouzid Leyla Bouzid (Tunisia-Francia, 2011; 22’) ore 22.30 Selezione in concorso

TAKA TAKATA di Damir Radonic (Sudafrica, 2011, 110’)

 

 

GIOVEDÌ 15 NOVEMBRE

ore 18.00 Selezione in concorso

EEMBWITI di Perivi John Katjavivi (Namibia, 2011; 12’)

LYIZA di Marie-Clémentine Dusabejambo (Ruanda, 2011; 21’) ore 18.30 Selezione in concorso

COMBIEN TU M’AIMES di Fatma Zohra Zamoum (Algeria, 2011; 98’) ore 20.00 Selezione in concorso

JOURNEY TO JAMAA di Michael Landon Jr. (USA-Uganda, 2011; 40’) ore 20.30 Selezione in concorso

UHLANGA di Ndaba Ka Ngwane (Sudafrica, 2011; 100’) ore 22.00 Selezione fuori concorso

THE PILLARS-ALARKAAN di Moustafa Zakaria (Emirati Arabi Uniti-Egitto, 2012; ore 22.00 Selezione fuori concorso

OTELO BURNING di Sara Blecher (Sud Africa, 2011; 105’)

 

 

VENERDÌ 16 NOVEMBRE

ore 18.00 Selezione in concorso

JOURNEY TO JAMAA diMichael Landon Jr. (USA-Uganda, 2011; 40’)

ore 18.30 Selezione in concorso

UHLANGA di Ndaba Ka Ngwane (Sudafrica, 2011; 100’)

ore 20,00 Selezione in concorso

LE CHASSEUR ET L’ ANTILOPE

di Narcisse Youmbi (Camerun, 2010; 17’) ore 18.30 Selezione in concorso

ONE MAN’S SHOW di Newton I. Aduaka (Nigeria, 2010; 75’) ore 22.30 Selezione fuori concorso

THE FIRST GRADER di Justin Chadwick (Kenya, 2010; 103’)

Bari(Bari)

Cinema Armenise

ore 08:00

ingresso a pagamento

5 euro 

Info. 080.5283361

Bari Tango Congress

 

bari, tango, congress, milonga, workshop, Walter, Javier, DelgadoDall 8 all’11 Novembre Bari ospita un’emozionante e travolgente kermesse dedicata al Tango Argentino, un evento internazionale voluto e diretto dai maestri e ballerini Paola e Tommaso Battaglia, dell’Associazione Tangon, un punto di riferimento per gli appassionati di tango.

Quattro giorni interamente dedicati al Tango Argentino in una città divenuta un crocevia riconosciuto a livello internazionale per la crescente comunità tanguera, per la dedizione allo studio della musica e della tecnica, per l’ottimo livello di ballo raggiunto. Una manifestazione che rappresenta quindi un forte richiamo per tutti gli appassionati europei che per 4 giorni potranno immergersi nella musica, danza e cultura argentina.

Sono tanti gli iscritti a questa seconda edizione del Congress, stranieri e italiani, a testimonianza di come il Tango, con il suo linguaggio universale e senza età, superi le frontiere geografiche a favore di una comunicazione non verbale che condivide codici espressivi universalmente riconosciuti.

Qual è il segreto del tango, della sua potenza aggregante, della sua capacità di diffusione? Una domanda che i cultori si pongono da tempo e a cui non è stata data ancora risposta. Nato nei sobborghi di Buenos Aires dalla stratificazione di razze e culture, tipica delle nazioni di più recente costituzione, il Tango esprime le difficoltà, la solitudine, il distacco vissuto da quelle generazioni ma ha al contempo una forza interna innegabile tale da essere sopravvissuto ai periodi più neri della storia argentina, fino ad ottenere, recentemente, il riconoscimento, da parte dell’Unesco,di patrimonio culturale dell’umanità.

E il secondo Tango Congress annovera fra i suoi sostenitori, a dimostrazione del valore culturale dell’iniziativa, il Comune di Bari, la Provincia di Bari e la Regione Puglia con l’Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo. L’evento, che prende avvio l’8 novembre, si fregia della presenza di artisti argentini di altissimo livello e di fama internazionale, fra le più importanti coppie di ballerini di Tango al momento sui palcoscenici di tutto il mondo e negli eventi più prestigiosi: Sebastian Arce e Mariana Montes , Sabrina e Ruben Veliz, Marcela Guevara e Stefano Giudice.

Si inizia giovedì 8 novembre, presso la sede della milonga “El Tangon Porteno”, con la maratona di tango, che vedrà l’alternarsi alla consolle di alcuni dj pugliesi; si prosegue venerdì, presso l’Hotel Barion a Torre a Mare, sede anche delle lezioni, con la “Gran Noche de Tango”, notte di ballo e di esibizioni delle coppie di maestri e ballerini invitati.

La serata clou è sabato 10 Novembre, al PalaMartino, elegante location d’epoca liberty nel centro di Bari. La serata sarà impreziosita dall’esibizione della coppia di Tango Argentino al momento più popolare nel mondo: Sebastian Arce e Mariana Montes, ospiti anche della trasmissione televisiva “Ballando con le stelle” .

Si conclude la domenica 11 novembre, sempre al Barion Hotel, con l’ultima milonga dedicata ai saluti.

È prevista la presenza di un grande stilista argentino, “Walter Javier Delgado”, che veste le più famose ballerine e che mostrerà le proprie collezioni in una sfilata fuori dall’ordinario: saranno i tangueri partecipanti al Congress, donne e uomini, a indossare e animare i capi esclusivi immaginati per le star del Tango.

Alle notti di ballo si alterneranno i pomeriggi dedicati allo studio e all’approfondimento del tango e della sua tecnica con workshop individuali e di gruppo per tutti i livelli, guidati dai maestri argentini e dedicati ad arricchire e migliorare le proprie abilità danzanti.

 

Il Bohémien diventa Komik

image.jpgUn laboratorio di cabaret, non è una scuola di cabaret, ergo, non ci saranno ne docenti ne alunni. Il laboratorio è una fucina di menti comiche, uno stimolo alla produzione, un ritrovo di artisti e di amici, che senza invidia e superbia, si confrontano, creano e crescono insieme. Il nostro prenderà spunto dalle decine di laboratori che sono presenti nel nord italia. Non siamo stupidi e sappiamo che non potremo fare subito i “numeri”, ma non è quello il nostro scopo, noi vogliamo creare una corrente di artisti con la A maiuscola che sia in grado di crescere e di far crescere noi. Ci vedremo il pomeriggio, e insieme proveremo i pezzi che ci piacerebbe sperimentare in serata, cercheremo di confezionare uno show serale accontentando tutti i partecipanti, ma in particolar modo, il lavoro sarà postumo, andremo a rivedere i filmati della serata, ci auto-criticheremo e correggeremo, per dare al pubblico un livello di comicità non volgare e non fatta di barzellete, che sicuramente non passerà inossevata.

Questo troviamo scritto sul blog ufficiale di Komik Lab, una rassegna-laboratorio scoperta per caso nel marasma della rete. Protagonista il Bohemien jazz café in via Melo, con una voglia crescente di sorrisi e comicità intelligente, nel segno di un talento istrionico proprio tra i volti baresi.

Padrini d’eccezione, due mattatori con la professione in salita da qualche anno. Loro che-in piazza image (1).jpgPrefettura, l’anno, lo inaugurarono proprio dal palco fronte Palazzo di Città.

Il komik lab, nasce dall’eseperienza dei due comici baresi, boccasile & maretti,in quel di milano. I due infatti hanno frequentato il Caffeteatro, vero e proprio tempio del cabaret milanese.

Lo scopo e’ quello di dare una casa a tutti quelli che del cabaret vivono e che, prima di provare un “pezzo” comico davanti ad un pubblico pagante, hanno bisogno di rodare i loro testi in un contesto protetto. questo appunto e’ il komik lab bohemien. Il pubblico che sarà presente durante le serate, sarà di volta in volta educato al cabaret, non dovrà aspettarsi di ridere per forza, a volte i pezzi proposti potranno non far scompisciare dalle risate, ma anche quel “non applauso” servirà a noi e a gli altri comici, ad addrizzare il tiro, per capire in che direzione dobbiamo lavorare.

Il Komik Lab Bohemien è aperto a tutti i comici o aspiranti tali, che vogliano confrontarsi con il pubblico barese.Parteciapre al lab è semplice, basta conttattarci al nostro indirizzo mail: labcombari@libero.it e inviare una scheda personale contenente i vostri dati e il vostro curriculum se ne avete uno e un recapito telefonico.In seguito sarete contattati e dovrete inviare il testo che vorreste proporre per la serata del komik lab. Una volta avuto l’ok della produzione, riceverete precise istruzioni sulla data e l’ora dell’esibizione.

il cabaret si ascolta educatamente, lo si critica e lo si valuta, tutto questo in un ambiente protetto, dove a volte i comici saliranno sul palco con lo stesso copione in mano, perchè, è possibile che prima di salire sul palco, lo stesso artista partorisca metaforicamente una battuta nuova e abbia voglia di provarla con un pubblico preparato.

I comici, si alterneranno sul palco in una o più uscite dai 3 ai 7 minuti l’una, il tutto coordinato dai due padroni di casa, Boccasile & Maretti, che tra un comico e l’altro regalano al pubblico il loro cabaret.

Cucciolla e la sua Scuola di Amsterdam

Già vi parlai del Museo di Fotografia del Politecnico. Ed è con grande piacere che rilancio nomi e luoghi per rinnovare la mia stima e la mia piena figucia nelle iniziative di questo splendido luogo autogestito.

Il consolidato rapporto fra l’architetto Arturo Cucciolla ed il Laboratorio di Fotografia del Politecnico di Bari si arricchisce di una nuova conversazione che ha come tema la “Scuola di Amsterdam”. 

Ancora una volta Cucciolla propone, proseguendo la ricerca sull’housing sociale in Europa, le sue personali letture fotografiche condotte durante un viaggio in Olanda fatto nella primavera del 2012 con gli studenti del corso di Storia dell’Architettura contemporanea – Laboratorio di progettazione del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura. 

Le immagini danno conto del grande contributo offerto dai giovani architetti olandesi, nei primi decenni del novecento, al consolidarsi dell’architettura moderna europea, in un intreccio di bellezza e sensibilità sociale applicato al tema della casa per i lavoratori.

Da sempre, Cucciolla, si è dimostrato sensibile a tutte le grandi tematiche riguardanti la cultura e il contesto urbanistico del nostro Capoluogo e-come sempre-torna a rendersi disponibile e presente sviluppando argomenti e dinamiche di concetti in continuo movimento come-ad esempio-l’housing sociale, una realtà che sta lentamente prendendo piede anche in Italia.

Una buona occasione per scoprire l’Europa che ci circonda, ma anche per comprendere meglio l’Italia che sarà, nella sua architettura, nell’immagine collettiva e nella Storia dell’Architettura Contemporanea.

 

6 Novembre 2012 – 17:30

Politecnico di Bari – Via Amendola, 126/B – Bari – Aula Multimediale – piano interrato.

Parcheggio libero del Politecnico Via Amendola, 132 ex Officine Scianatico.

 

Contatti:

3293174796 – 3207130805

080/5963415 – museofotografia@poliba.it

 

Thegiornalisti

Immagine1.jpgDopo la fortunata serie estiva di concerti, Talacchio inaugura la stagione invernale con i Thegiornalisti per un nuovo ciclo di live ad Asuddiest.

I romani THEGIORNALISTI, al secolo Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera, sono una delle ultime sorprese in quello che è il panorama indipendente della nuova musica italiana. Dopo il grande successo del loro primo lavoro Vol.I, ritornano con un nuovo album “VECCHIO” e saranno ospiti sabato 27 ottobre della serata inaugurale di quella che sarà la rassegna invernale realizzata da TALACCHIO presso il locale ASUDDIEST di Bari.

Classiche, solide, belle canzoni, costruite con la sapienza creativa di chi la storia non la studia ma la usa come ispirazione per altre storie, di chi sa come usare tutti i materiali, cosa tenere e cosa buttare, di chi di primo acchito ti sembra che suoni “vecchio”, ma invece basta un attimo per capire che i veri vecchi questa musica non la capirebbero. Basta ascoltare i testi, attuali e surreali. Basta immaginarsi di vederli a Sanremo, e rendersi conto di come ci stonerebbero su quel palco, con le loro melodie così italiane eppure così poco scontate, coi loro arrangiamenti così anni sessanta (ma non solo: “Guido così” va ancora più indietro, “Cinema” riprende gli echi strokesiani di “Vol. 1”) eppure per niente antichi. 

E si potrebbe continuare così per le altre canzoni, perché ognuna di esse è una fotografia perfettamente a fuoco e ricavata dallo sviluppo in camera oscura di un rullino tradizionale – altro che i filtri di Instagram.

Siamo, quindi, di fronte a un gruppo cresciuto e a un disco adulto e consapevole di non essere fatto per piacere a tutti, ma di poter essere apprezzato facilmente da chi vi si accosterà con il giusto approccio, che è quello di dimenticarsi della frenesia usa e getta che contraddistingue un po’ tutta la vita moderna, non solo il mercato musicale. Loro stessi, in un altro brano, “Diamo Tempo Al Tempo”, ci dicono “diamo tempo al tempo e a chi non ce l’ha” e qui aggiungiamo che chi il tempo ce l’ha, o comunque vorrà trovarlo, non potrà che apprezzare questo lavoro.

Nostalgia canaglia! Quella che ti prende quando guardi le foto, ingiallite dal tempo, della giovinezza dei propri genitori; quella per abiti e accessori vintage. Quella che ti prende quando guardi un film in bianco e nero o pensi al cinema drive-in degli anni ’50 americani. Nostalgia per tutto ciò che è vecchio e ritorna per conoscere gli anni zero, e si sente un po’ spaesato perché non ritrova la genuinità e la purezza del suo mondo. E allora? Allora “ce ne andiamo con la spider su, su e giù per la via Aurelia tra la campagna e il mare bl.” suggerisce la band romana Thegiornalisti nel brano che presta il titolo al loro secondo album.

Inoltre DIGGLER dj set -indipendent rock, electro pop- (dj barese con due album alle spalle, attivo da più di un decennio nei circuiti dell’acid jazz italiano e della house)

Mediapartner dell’evento:

IThink Magazine

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Radio Bari Città Futura

http://www.facebook.com/radiobaricittafutura

ASUDDIEST (ristorante – american bar – terrazza vista mare – relax area – parcheggio interno)

Lungomare G. Di Cagno Abbrescia 17/b

70126 Bari

infotel 080 4033978

asuddiest@gmail.com

Per info: 3286516801 – 3496635621

rf.talacchio@gmail.com

http://www.facebook.com/Tralacchio

INGRESSO GRATUITO h 21:30